lunedì 2 febbraio 2015

La puntualità


YMCA workers :P

Puntualità.
Quale sconosciuta.
Non è una questione morale, semplicemente secondo me, il mondo è fatto di due persone: quelle puntuali e quelle oggetto di cospirazione da parte di pianeti, satelliti e alieni per far sì che arrivino tardi, nonostante si siano impegnate per partire in anticipo. Ovviamente io faccio parte del secondo gruppo.



Puntualità.
Quale sconosciuta.
Non è una questione morale, semplicemente secondo me, il mondo è fatto di due persone: quelle puntuali e quelle oggetto di cospirazione da parte di pianeti, satelliti e alieni per far sì che arrivino tardi, nonostante si siano impegnate per partire in anticipo. Ovviamente io faccio parte del secondo gruppo.
A mia discolpa posso dire che non avevo considerato la variabile Lincoln Tunnel. Sì perché quando non si ha fretta ci mette 20 minuti per collegare Union City a Times Square. Al contrario se fremi, mettiti l'anima in pace. Un groviglio di macchine si accalca alle uniche due corsie disponibili e  circondano i bus, continuando a clacsonare nonostante siano tutti fermi. Autisti che imprecano e vicini di sedile che si agitano. Devo però ammettere che questi autisti non sono proprio degli assi alla guida, ma state pure certi che un buon newyorkese come si deve glielo farà notare.
Tornando a noi, prendo il mio bell'autobus con 45 minuti di anticipo che andranno tutti nel viaggio, per cui arrivo e sono già in ritardo. Il caffè che avevo previsto nella strada per andare alla scuola me lo posso anche scordare.
Arrivo, mi scuso, anche se le scuse per il ritardo sono sempre un plus di cui si potrebbe fare a meno, e inizio un test per capire il livello del corso che andrò a seguire. Cerco di trovare il coraggio per chiedere se posso prendere un caffè, ma la mia anima già colpevole me lo impedisce. Finito il test, parlo con un supervisore, ci mettiamo d'accordo e si è fatto mezzogiorno.
A quanto pare, ci si può alzare e vivere senza caffè. So che non è una scoperta da Nobel, ma un'università del Massachusetts sicuramente ci avrà fatto uno studio sopra.
Esco dalla scuola e sono proprio sotto l'Empire per cui decido di muovermi verso sud.
I primi giorni sono strata graziata da un tiepido sole che mi ha permesso di passeggiare indisturbata.
Attraverso il Madison Square Park dove stanno girando non so quale pubblicità, il Flatiron Building noto per essere stato uno dei primi edifici più alti nel 1902 e Union Square dove mi sorprende un mercatino bio di produttori locali.
Poi Ground Zero. Essere straniera a New York significa anche passare il 90% del tempo con il naso all'in sù. Arrivo e mi viene spontaneo alzare gli occhi al cielo e noto un aereo che sorvola il cielo, ed è in alto ma molto in alto. Guardo allora il palazzo nato dalle ceneri delle due Torri gemelle e provo solo a immaginare, cosa sia potuto essere quel giorno. Cerco solo di farmi un'idea di quanto in basso potessero volare quei due aerei. Abbasso la testa e vado verso le due fontane chiamate Reflecting Absence, letteralmente Riflettendo l'assenza.
Poi ci sono ben poche parole da aggiungere.



Madison Square Park


Flatiron Building


Graffiti <3


Ground Zero

















xoxo


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