mercoledì 2 dicembre 2015

L'insostenibile leggerezza dell'essere disoccupati

Passata l'età della scuola dell'obbligo con tutti i suoi crismi, ossia crisi pre e post-adolescenziale, amori ricambiati o altri proprio respinti, anni scolastici passati con gloria e altri con debiti da mutuo a tasso variabile...passando chi per l'esperienza universitaria, chi per esperienze di vita...si arriva alla tortuosa e oscura via del lavoro.
Mi ricordo benissimo quando al liceo spingevano affinché tu scegliessi un indirizzo universitario propedeutico al lavoro (scusate l'estremo uso di paroloni, ma non insegnerò mai per cui credo di poterne approfittare ;) ) e forse avevano ragione...fai l'infermiera, l'avvocato, il commercialista o il dipendente in banca. Occupazioni per le quali ho un'estrema gratitudine, ma che mal di addicevano ai miei neuroni, per così dire, un po' troppo sopra le nuvole.
Così ci provai a fare qualcosa di "serio" come piace dire ai più...invano...ho poi scelto il cammino della scuola di lettere e beni culturali.
AH!eretica!
Anche perché quando ti dicono che ti ci devi credere e impegnarti, lo fai.
Perché ci credi e perchè vorresti non dover sognare il week-end, per poter essere libero da una prigione quale è il tuo lavoro.
Così, bella e fresca di laurea, col sole in fronte, ti metti alla ricerca e inizi a inviare CV come se piovesse. Ma il riscaldamento globale deve essere arrivato anche nel buco spazio-temporale della posta elettronica, perché nessuna risposta, CV evaporati.
Allora ti affidi al luccichio e alle promesse, per lo meno a tempo determinato, delle agenzie del lavoro.
Sono stata interinale e non me ne vergogno. Per lo meno al 15 del mese, uno stipendio ti arriva. Ma il commiato è senza pathos..."Se troviamo qualche offerte compatibile con il tuo profilo, ti chiamiamo".
Ti chiameranno, certo. Come no.
Il fatto è che se devi avere almeno due anni esperienza, ma neo-laureata oppure stagista tra i 26 e i 30 armi, un po' di fegato marcio ti viene.
Anche perché in tutte queste esperienze alla Fantozzi, un lato positivo c'è.
Ossia quello di incontrare persone stupende che stanno facendo quasi il tuo stesso percorso e capisci da quella domanda "Ma dai, anche tu?" che non siamo poi così diversi e che quella persone di fronte a te può aiutarti e viceversa.

Se questi anni non fossero stati coltivati da risate, esperienze e scleri condivisi, non so cosa farei ora.

So solo che ora mando altri CV, per cui evitate di far surriscaldare il pianeta, sentitamente ringrazio.

xoxo
Andrea

La mise da invio CV

www.gushmag.it

www.prospettivesocialiesanitarie.it.jpg

mercoledì 17 giugno 2015

Il mio paradiso...My paradise


Quando vado in qualche posto nuovo, rimango sempre affascinata da quanta bellezza ci sia, tutta attorno a noi. Poi ci sono posti che ti fanno stare bene e ti ricoprono di quella bella sensazione avvolgente di quiete che fai fatica a levarti di dosso.
Ogni volta che passeggio per le strade di Santarcangelo è così. C'è quel bel mix di caldo, sole e sorrisi che ti fa stare bene.
Se la passeggiata poi viene dopo mesi passati a New York, l'emozione è quasi surreale. Diciamo anche, che fare foto alle 9 di mattina, ha reso il tutto ancora più surreale.
Si perché uno è abituato a passeggiare per il corso nel bel mezzo del pomeriggio e invece ti ritrovi con tutte le saracinesche abbassate e solo qualche azdora che spazza di fronte a casa. E questa ti saluta, ti da il buongiorno. Vallo a spiegare ai newyorchesi. 

Ogni tanto però mi domando quando sia finita questa cosa del salutarsi per strada nelle grandi città. Ora, non mi fermerei a salutare tutti, ma mi ricordo le facce allibite di quando, a New York, salutavo la persona che incontravo sulla mia strada perché mi è stato insegnato che è: "buona educazione".
E' anche vero che di gente che parla da sola per strada, la big apple ne è piena. Per cui ogni tanto a comportarmi "per bene", a sentirmi pazza, ero io.
Qui tutto sembra avere un ritmo diverso e forse lo è, perché un ritmo diverso, c'è davvero. Ma a me piace così. E spero che queste foto un po' contagino anche voi.

- o -

When I go somewhere new, I always feel surrounded by all the beauty that is all around us. Then, there are places where you can feel peace and it's hard to let it go.
Everytime I go for a walk in Santarcangelo di Romagna, I have this kind of feeling. There is a good mix of warm, sun and smiles that makes you feel good.
If the walk is early in the morning, the vibe is even more unreal. Moreover if you are back from New York.
By the way, the shop shutters are down and maybe you see some housewife out of the door, doing some of her stuff. She says "Good morning" and smile. Try to explain this to New Yorkers.

Sometimes, I wonder when people stops to say Hello to each other in the big cities. I remember the astouned faces when sometimes it happened that I said Hello to someone. These were just good manners! It is also true that the big apple is full of people that mumble with itself. So, it happened that sometimes,  when I had good manners I used to feel crazy!
Here everything seems to have a different rhythm and maybe it is like this. But I like it and I hope that this pictures can infect you a little bit.




lunedì 1 giugno 2015

Io che ho studiato moda

Me medesima sull'Highline a NYC, questo post richiedeva una foto di New York. Suvvia, si parla di moda :D

C'è un bel momento, durante una qualsiasi conversazione di routine, nel quale se sei in un'età compresa tra i 20 e i 26 anni, ti viene chiesto che cosa hai studiato. 
Sono momenti difficili per chi ha sperimentato le ultime varie riforme scolastiche che hanno portato l'università italiana a essere chiamata scuola. Orde di baldi giovani si sono trovati a frequentare corsi dai nomi più disparati, pur di intraprendere la carriera universitaria che pi gli aggradava.
I nostri antenati potevano scegliere tra i più comuni lettere, medicina, giurisprudenza, matematica o fisica o chimica o qualsivoglia corso degno di tutta la stima del genere umano.
Con il tempo e con il cambiamento della società, sono sbucati corsi dai nomi che definire curiosi è riduttivo. Come : Scienze dell'allevamento, igiene e benessere del cane e del gatto, Scienze e tecnologia del packaging o, e questo è quello che preferisco, Gestione dell'impresa agricola e agroalimentare e valorizzazione dei prodotti mediterranei. 
Ma tornando al momento della presentazione. C'è un istante, dopo che aver detto il nome del corso che hai seguito all'università, che è uno degli istanti più imbarazzanti e complicati che possano accadere.
Il fatto è che se una persona asserisce di studiare o aver studiato medicina o legge o chimica, sono pochi quelli che commenterebbero: "ah, e quindi di che cosa ti occupi?". Uno perché non ci capirebbero una mazza. Due, perché è abbastanza ovvio.
Avendo una sorella ingegnere, o ingegnera per le lettrici femministe, ho avuto il gran piacere di assistere molte volte alla scena in cui la guardano sconcertata, cercando di capire che cosa faccia in quelle otto ore di lavoro giornaliere.
Figuratevi voi, quando, se in coppia, arrivo io che dico che ho studiato Culture e tecniche della moda. Passi il sorriso fra i baffi. Passi lo sguardo stupito e leggermente invidioso. Passi il "ah quindi ti trasferirai a Milano". 
Ma nel momento in cui qualcuno, e badate che ci sarà sempre questo qualcuno, che vi dirà: "Dai allora la prossima volta prima di uscire o fare shopping, chiamo te!". Ecco, in quel preciso istante, vorrei il lancia-fiamme incorporato nella cavità oculare.
Si, è vero, è un corso "strano" se vi fa sentire più a vostro agio come termine. Ma il fatto che l'industria della moda faccia girare trilioni di milioni di gettoni d'oro, non lo riduce a mero business. C'è lo stylist sì, che aiuta a vestire altre persone, ma di solito lo fa per un servizio fotografico, per pubblicizzare prodotti dunque. C'è lo stilista, il modellista, il ricercatore di tendenze, tanto per citarne alcuni. 
Cari miei, come vestirvi ve lo dovrebbe avere tramandato la mamma o la nonna o chi per loro. Poi è già tanto se mi so vestire e scegliere ciò che sta bene su di me e ci ho messo 26 anni, figuratevi se so cosa volete voi che nemmeno vi conosco. La moda non è solo shopping.
 Con le amiche vado a fare shopping sì, ma con persone che si auto proclamano tali,dicendo fesserie, anche no. O almeno che paghino uno spritz! ;) 

ps da leggere con sana ironia

xoxo 
Andrea



;)

Photo credits: wifflegif.com; ilcinefiloinsonne.wordpress.com; 

venerdì 24 aprile 2015

Il ritorno - o - The Return


Sono tornata da New York e mi sembra che gli ultimi tre mesi facciano parte di un vuoto spazio-temporale difficile da descrivere.
Momenti di vita quotidiana là, assumono tutto un altro sapore, visti con un oceano di mezzo...andare a lezione sotto l'Empire, passeggiare a Central Park o fare una capatina a Brooklyn per respirare un po' d'arte. 
Diciamo che tutto si amplifica, se si vive in una zona che con la Grande Mela poco ci azzecca.
Beh, si abbiamo il World Trade Center...il Parco Ausa è pur sempre una zona verde...non avremo gli scoiattoli, ma vuoi mettere le papere? Per quanto riguarda Brooklyn, sinceramente non ho somiglianze da suggerire e questo mi mette non poca tristezza.
Chi voglio ingannare?
Nonostante il ritmo pazzo e frenetico... NYC mi mancherai.

- o -

I'm back home from NYC and it seems that my last three months are part of a black hole.
My routine there, looks more special with an ocean in between.  Going to class under the Empire State Building, walking in Central Park...going to Brooklyn to breathe a little bit of art.
Well, everything is amplified if your hometown has not so many resemblances with the big apple.
Yep, we have a World Trade Center...we have a green area called Parco Ausa ( I won't translate this because is too funny) we don't have squirrels but we have ducks! I cannot find a place full of art like Brooklyn and this makes me even more sad.
Who I want to make fool?
Despite the crazy and frantic way of life... NYC I will miss you.

L'ultimo tramonto dall' Highline... The last sunset from the Highline :(





xoxo
Andrea

mercoledì 15 aprile 2015

Welcome to Maiemi :) Bienvenido a Mi-ami :) !!!

Questo era solo l'arrivo...

Posso affermare che tornare a New York dopo una settimana a Miami, è abbastanza frustrante. 
Uno, perché non c'è più quel tepore umido di 30 gradi celsius, ma un bel cielo plumbeo.
Due, per strada non senti più reggaeton a tutto volume, ma solo clacson e sirene.
Tre, incontri di nuovo visi stressati, invece di uomini muscolosi  che portano a spasso il loro chiuaua, fieri come se fosse una tigre. 
Soprattutto però non vedi più visi sorridenti. 
Chiriamo subito, a Miami non ho conosciuto solo persone in vacanza, ma anche ragazzi che si erano trasferiti per lavorare e il lavoro lo hanno trovato. Nel posto più incredibile che abbia mai visitato fino ad ora. E non parlo solo di locali, Ocean Drive e le spiagge.
Parlo di tramonti che tolgono il fiato, di edifici Art Deco che sopravvivono grazie al Miami Design Preservation League, di un' isola chiamata Key West che sembra strappata al paradiso, di Wynwood il nuovo quartiere -nato solo nel 2008- culla di graffiti e street art.
Si, Miami mi ha rapito, sfido chiunque dopo aver visto le foto a non provare lo stesso... ;)




Miami Beach


giovedì 2 aprile 2015

New York n° 8


Avete presente quella sensazione di profondo benessere e soddisfazione quando si esce di casa docciati e profumati? 
Ecco...a meno che non abbiate un autista personale che vi carichi/scarichi da un posto all'altro a New York...non pensate che il vostro aroma stia con voi tutto il giorno. 
Appena varcata la soglia della metro, un turbinio di odori di misto hamburger-hot dog-bagel alla cipolla,vi avvolgerà nella famosa fragranza New York n°8. 
E avrete bisogno di un'altra doccia!
What else? ;)

- o -

You know when in the morning you are ready to go, after took a shower and put on you favorite perfume?
Now, unless you have a private driver that will leave you exactly where you have to go, you have to forgive to keep your beautiful aroma all day long.
Just after walking through the bus station doors, you will be swamped by a mix of hamburgers-hot dogs-onion bagels smell.
This is the famous New York N°8 fragrance. 
And then you need another shower!
What else? ;)

Lavata e profumata!
Before the city! ;)


Poi al ristorante o al brunch...
And then at the restaurant or for brunch...

Dimensioni extralarge o.O !

Brunch <3 

xoxo 
Andrea




mercoledì 25 marzo 2015

Divagazioni... Rambles...



Camminando il 90% del mio tempo qui a NY, ho coltivato una strana attenzione per orli corti e mal fatti. Ho trovato colpevi quasi il 99% dei pantaloni eleganti della popolazione maschile newyorkese. Potremmo anche sorvolare sul calzetto bianco che oramai è stato sdoganato, ma mi chiedo: "perché mettere un completo elegante con i calzetti di spugna?". Tutti siamo passati attraverso il dramma del "dove sono finite le mie infinite paia di calzini?", lo so. Sta di fatto che per me l'abbinamento pantalone elegante-calzino bianco-scarpa pseudo elegante marrone, è inaffrontabile. La smorfia di disprezzo è sempre pronta e subito dopo mi dispiaccio, perché inizio a fantasticare su queste persone che sicuramente, nella mia mente almeno, saranno dei geni o dei supereroi in qualcosa. La tenerezza che mi suscita un orlo troppo corto però, è infinita. Vorrei prenderli da parte e dire: "Sabato si va tutti a fare shopping di nuovi pantaloni e poi, in massa dalla sarta!". Di sicuro non salverei il mondo lo so, ma almeno sarebbero eroi fatti e finiti.


- o -

Walking for the 90% of the time here in NY, I noticed that there are so many men out there, with wrong trousers hem. We can pass over the white socks that now are a trend, but I ask myself: "Why do you have to wear your pant suit with white athletic socks?".
We all had the moment in which we did not have any socks left, because we skip the laundry day. But in my opinion, the match pant suit-white socks-almost elegant shoes, is unacceptable.
My look of disapproval is always ready, but just after a second, I feel guilty! I begin to wonder that probably this people are some kind of genius or heroes and they probably do not know anything about hems. Anyway, a wrong hem can engender such a sense of tenderness in me, that I would like to stop and tell them: "Let's go shopping for new pant suit on Saturday and then straight to the seamstress!".
I know I won't save the world...but it would make me happy and they will be well-done heroes.



giovedì 19 marzo 2015

Beauty Products Of the Day


Con oggi volevo inaugura una nuova rubrica...il Beauty products of the day, ossia i prodotti di cosmesi del giorno, se vogliamo tenere alla nostra cara vecchia lingua italiana. Come potete notare fa un altro effetto...ma la sostanza non cambia.

- o -

Today I want to introduce a new section that is Beauty Products Of the Day. I always had this passion for beauty and cosmetics and I like to undergo all the new products from the beauty industry.


domenica 15 marzo 2015

Corri Forrest...Corri! Run Forrest, Run!



Mettete un pomeriggio in cui decidete di andare a correre perché ne sentite il bisogno.
Chi mi conosce, sa bene che questo è un evento più unico che raro, ma a volte il corpo ci manda messaggi piuttosto chiari.

- o -

Let's say that one day you decide to go jogging because you NEED it.
Who knows me well, also knows that this is an unique event, but sometimes our body send us quite clear messages.


giovedì 12 marzo 2015

Sempre di corsa / Always running


Ogni giorno mi alzo e so che quando uscirò da Port Authority (il terminal degli autobus di New York, di fronte al New York Times) dovrò iniziare a correre.

- o -

Every morning I wake up and I know that when I will leave Port Authority ( the bus terminal of New York)  I must run.

martedì 10 marzo 2015

Un tramonto / A sunset


Era parecchio che non godevo di un tramonto...nel senso di assistere al momento in cui il sole si nasconde dietro gli edifici in lontananza, mentre il suo riflesso continua a luccicare sulla tavola liquida di un mare o un fiume.

- o -

It's been a while that I did not enjoy a sunset...and I mean, to attend the momenti in which the sun goes down behind the buildings and keeps reflecting on the watery surface of a river or a sea.
Without this kind of oasis...I think that, a city like New York could implode.


venerdì 6 marzo 2015

Sto sognando!?...Am I dreamig?


Partendo dal semplice fatto che essere e New York è già un sogno...se poi, si aggiungono anche esperienze esaltanti, i momenti in cui ci si ritrova a chiedersi se tutto quello che sta accadendo sia reale, sono molteplici. Per cui una mattina mi sono svegliata e mi sono detta, ma è proprio vero che sto andando ad assistere ad un servizio fotografico?

- o -

Let's begin from the basic. 
Being in New York is such a dream, that if you are able to live also exciting experiences...you will  ask yourself very often, if you are dreaming or not.
One morning I woke up, asking my-self: "Is it true, that I am going to assist a photoshoot?"

domenica 1 marzo 2015

giovedì 26 febbraio 2015

Eataly!!!

Around the Meatpacking District











E' bello essere cosmopoliti e conoscere nuove culture, adattarsi a nuovi modi di vivere, ma se sei un'italiana a New York, puoi anche far finta per un attimo o due ore, di essere al mercato dietro casa.

- o -

It's beautiful to be cosmopolite and discover other cultures, but if you are an italian in New York, you can pretend to be in your italian neighborhood market, for a little bit or just two hours.

giovedì 19 febbraio 2015

Il museo <-> The museum


Andare al museo è una di quelle cose che cambia con il passare degli anni.

- o -

Going at the museum is one of that thing that changes over the years.

martedì 17 febbraio 2015

La magia della neve / The magic of snow


Qualche settimana fa è arrivata la neve a New York...passato il pericolo della più grande tempesta di sempre, se già mi ero innamorata di Central Park, cosa dire? Con la neve acquista solo punti in più!

- o -

Few weeks ago, it snowed here in New York. Passed the danger of the "worst storm ever", I fell in love again with the magic of Central Park. What can I say? With the snow is even more beautiful.

sabato 14 febbraio 2015

Camminando...ci si innamora - Walking...you fall in love


Quando si cammina per le prime volte in una città nuova, si è sempre emozionati come ad un primo appuntamento. O per lo meno questo è quello che accade a me. 

- o -

When you are walking for the first time in a new city, is like falling in love. You are excited like on a first date. Or, at least, this is what happens to me.

sabato 7 febbraio 2015

NewYork Euphoria / Euforia


La grande città può inghiottirti facilmente, specie se vieni da uno stato con poco più di 30 mila abitanti. 
Una volta usciti da qualsivoglia tipo di stazione, è come venire catapultati in un mondo parallelo, in cui devi farti posto. Specialmente a New York. 

lunedì 2 febbraio 2015

La puntualità


YMCA workers :P

Puntualità.
Quale sconosciuta.
Non è una questione morale, semplicemente secondo me, il mondo è fatto di due persone: quelle puntuali e quelle oggetto di cospirazione da parte di pianeti, satelliti e alieni per far sì che arrivino tardi, nonostante si siano impegnate per partire in anticipo. Ovviamente io faccio parte del secondo gruppo.

giovedì 29 gennaio 2015

La quiete dopo la tempesta...


...quale tempesta? 
Ebbene si, la più grande tempesta di tutti i tempi ha graziato newyorkesi e compagnia bella! Si è vero, sono americani e tendono all'esagerazione megagalattica, ma a me piacciono anche per questo.

venerdì 23 gennaio 2015

San Marino - Bologna - New York CIty


Oh per Bacco!allora è vero...ancora giro incredula per i block della big apple, ma da quasi una settimana vivo qui.
Tre mesi per capire come si vive a New York e migliorare l'inglese tanto amato, ma poco utilizzato nella vita di tutti i giorni.

Dato che, come sempre, aggiornare tutti vorrebbe dire passare più tempo di fronte ad un I-Phone che ammirare le meraviglie della città....vedrò di tenervi informati tramite questo che sarà il mio diario di bordo digitale.

Sono arrivata esattamente alle 19.15 di domenica 18 Gennaio. Dopo dieci ore di viaggio e spuntini infiniti in aereo. Ho volato con la KLM e non mi posso di certo lamentare. Veloci, precisi, gentili. Giusto l'hostess del volo di transito via Amsterdam, mi ha lasciato un po' shoccata, data l'abbondanza di fard e trucco in generale che ricordava vagamente Moira Orfei.
Passati i controlli..cerco di far scorrere la valigia alta-quanto-me con una certa non-chalance, inutile dire che l'arrivo in aeroporto come lo fanno vedere nei film è lontano anni luce, ma arrivo al banco informazioni per i taxi. Transfer per Union City trovato. Arriva un autista di colore che bofonchia qualcosa e pretende che io lo capisco. Mi aspetto che mi porti la valigia....ahahahahahah certo come no. Si esce dall'aeroporto e vengo avvolta da un vento gelido che credo e anzi ne sono certa, mi terrà compagnia per i prossimi giorni a venire.
Ho capito la tattica con l'autista, non rispondere finché non alza la voce. Mi accompagna fino davanti casa. Scendo...attorno a me case singole in mattoncini o latta per lo più ;) Salgo i 4 mitici e inutili scalini per digitare il mio codice. Luce rossa. Non posso entrare. aahahhaah risata isterica. Non ho connessione internet, per cui non posso mandare e-mail...avrò salvato il numero della padrona di casa!? Ne ho salvato così tanti fra blocco carta di credito, numero per l'assicurazione sanitaria, numero di volo che boh, sicuramente non c'è. Invece....fra le varie e-mail eccolo li. Ora devo chiamare però e che cavolo dico!?
Improvviso e poco dopo ecco l'uscio della porta che si apre.

Welcome in New York!

-il seguito al prossimo post-

xoxo Andrea